TERRITORIO DELLE MURGIE

Nascondiglio sicuro per i briganti, ma anche via d’accesso all’area del sub appennino lucano ed oggi porta meridionale del Parco Nazionale dell’appennino lucano è la Murgia di Sant’Oronzo, o San Lorenzo?

Le Murge offrono, nel cuore della Lucania, uno straordinario scorcio delle bellezze paesaggistiche e della ricchezza biologica di questa regione.

Il sito si estende a cavallo tra l’area degli altipiani calanchivi del materano e il sub Appennino Lucano. Comprende i balzi di Sant’Oronzo (o San Lorenzo), spettacolari pinnacoli conglomeratici alti più di cento metri, formatisi per effetto dell’erosione del fiume agri che, nel tempo, ha dato origine ad una spettacolare gola che ricorda gli scenari del gran canyon americano. Trovano rifugio, in anfratti e pareti rocciose impenetrabili, animali ormai rari, come il Grifone e il Capovaccaio.

L’area presenta una buona diversità faunistica e una variabilità ambientale: negli ecosistemi acquatici, troviamo tra gli altri il gambero, importante indicatore della qualità delle acque, la cui presenza rappresenta una fonte alimentare importante per l’avifauna del luogo, in particolar modo per la cicogna nera, simbolo del parco. Sul versante di San martino, collocato nella parte destra del fiume Agri, vi è una zona che i san martinesi chiamano località crepacuore. Il termine deriva dal faticoso percorso selciato, riscoperto recentemente, che i contadini dovevano percorrere giornalmente, per arrivare agli orti e ai terreni coltivati più lontani dal centro abitato.

Dalla parte opposta rispetto alle Murge di Sant’Oronzo, sul versante sud occidentale, si trova invece il massiccio del Raparo e del Raparello, montagna dove si trova la Cappella intitolata alla Madonna della Rupe.

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